Medioevo: donne e bufale

Francamente non se ne sentiva il bisogno. Ma, periodicamente, tornano

Sulle pagine culturali del Corriere della Sera di mercoledì 2 ottobre, Stefano Bucci recensisce la mostra Ballad Over The Ocean dell’artista anglo-americano Sebastian Thomas, curata da Edoardo Durante e Samuele Menin, allestita a Exibart di Milano (dal 4 ottobre al 15 novembre 2024). La mostra, scrive Bucci, è «caratterizzata da una raffinata analisi della composizione formale e simbolica medievale decostruita e rivisitata attraverso una lente contemporanea». Se ne sentiva il bisogno. Bisogno soprattutto del fatto che, scrive sempre Bucci, «Thomas sostituisce di fatto le figure maschili predominanti della tradizione con eroine che, lontane dall’immagine passiva della donna medioevale, emergono come figure forti e decisive, riscrivendo i ruoli femminili».

Ora, se Thomas si fosse preso la briga di leggere, che so, La donna al tempo delle cattedrali. Civiltà e cultura femminile nel Medioevo (trad. it., Lindau, Torino 2017) o Bianca di Castiglia. Una storia di buongoverno (trad. it., ECIG, Genova 1994), o Storia di una scrittrice medievale. Cristina da Pizzano (trad. it., Jaca Book, Milano 1996) della specialista francese Régine Pernoud (1909-1998), o ancora una delle sue molte opere dedicate a santa Giovanna D’Arco (1412-1431), si sarebbe potuto dare a ben altro invece che decostruire e rivisitare solo per scoprire che la donna medioevale era tutt’altro che passiva. Una bufala vecchia, questa, a cui si risponde bene con libri mai invecchiati.

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